Quando una famiglia assume una colf o una badante, la cifra da concordare non dipende soltanto dalle ore lavorate. Contano il livello contrattuale, la convivenza, l’autosufficienza della persona assistita, il lavoro notturno e le indennità previste dal CCNL. Qui raccolgo gli importi minimi del 2026 e il metodo pratico per interpretarli senza confondere stipendio, contributi e costo complessivo.
Le cifre da controllare prima di firmare
- Decorrenza: i nuovi minimi valgono dal 1° gennaio 2026.
- Badante convivente: il livello BS prevede almeno 1.053,39 euro mensili.
- Persona non autosufficiente: il riferimento ordinario è il livello CS, pari a 1.193,84 euro per un rapporto convivente.
- Lavoro a ore: la paga minima varia da 6,51 a 9,97 euro lordi all’ora, secondo il livello.
- Stipendio e costo reale: tredicesima, ferie, TFR e contributi INPS si aggiungono al minimo indicato in tabella.
Le tabelle retributive per colf e badanti nel 2026
Il Ministero del Lavoro ha pubblicato i nuovi minimi con decorrenza dal 1° gennaio 2026. Gli importi derivano dall’aggiornamento previsto dal CCNL del lavoro domestico e rappresentano la soglia sotto la quale il datore di lavoro non dovrebbe scendere.
Le somme riportate sono minimi contrattuali, non il netto che arriva sul conto del lavoratore. Un’esperienza specifica, mansioni più impegnative, disponibilità nei festivi o una particolare responsabilità possono giustificare una paga superiore.
| Livello | Profilo indicativo | Convivente a tempo pieno | Convivente part-time | Non convivente a ore |
|---|---|---|---|---|
| A | Mansioni domestiche semplici | 908,10 euro al mese | Non previsto | 6,51 euro |
| AS | Compagnia a persona autosufficiente | 958,55 euro al mese | Non previsto | 6,76 euro |
| B | Colf esperta e attività domestiche autonome | 983,16 euro al mese | 702,25 euro al mese | 7,01 euro |
| BS | Assistenza a persona autosufficiente | 1.053,39 euro al mese | 737,39 euro al mese | 7,45 euro |
| C | Cuoco con autonomia | 1.123,63 euro al mese | 814,60 euro al mese | 7,86 euro |
| CS | Assistenza a persona non autosufficiente | 1.193,84 euro al mese | Non previsto | 8,30 euro |
| D | Mansioni specialistiche e responsabilità | 1.404,51 euro al mese | Non previsto | 9,57 euro |
| DS | Assistenza qualificata e alta responsabilità | 1.474,73 euro al mese | Non previsto | 9,97 euro |
Per i livelli D e DS conviventi si aggiunge l’indennità di funzione di 207,69 euro mensili. La retribuzione minima complessiva arriva quindi, prima degli altri elementi, a 1.612,20 euro per il livello D e a 1.682,42 euro per il livello DS.
Il livello giusto dipende dalle mansioni reali
L’errore che incontro più spesso è scegliere il livello in base al nome usato dalla famiglia. Dire semplicemente “cerchiamo una badante” non basta: bisogna descrivere che cosa farà concretamente la persona e quale autonomia avrà.
- Livello A: attività domestiche semplici, normalmente senza esperienza specifica.
- Livello B: pulizia della casa, cucina, stiro e altre mansioni svolte con una certa esperienza.
- Livello BS: assistenza a una persona autosufficiente, compresi aiuto nella routine quotidiana e compagnia.
- Livello CS: assistenza a una persona non autosufficiente, con responsabilità più impegnative nella cura quotidiana.
- Livello DS: mansioni di maggiore responsabilità e qualificazione, quando ricorrono i requisiti previsti dal contratto.
Una persona non autosufficiente può avere bisogno di aiuto per alzarsi, lavarsi, vestirsi, assumere i pasti o muoversi dentro e fuori casa. Anche l’accompagnamento a visite, terapie o spostamenti legati alla mobilità dovrebbe essere indicato con chiarezza nella lettera di assunzione, soprattutto quando richiede presenza continua e responsabilità personale.
Il livello BS non è una versione economica del CS. Il primo riguarda l’assistenza a persone autosufficienti, mentre il secondo si applica alla non autosufficienza. Usare un livello più basso per risparmiare può creare differenze arretrate, contestazioni e un costo finale molto maggiore.
Convivenza, lavoro a ore e assistenza notturna non sono la stessa cosa
La tabella cambia in base all’organizzazione del rapporto. Un lavoratore convivente a tempo pieno può arrivare a 54 ore settimanali, mentre il non convivente può arrivare a 40 ore settimanali, normalmente distribuite su cinque o sei giorni.
La convivenza non significa che tutte le ore trascorse nell’abitazione siano ore di lavoro. Il contratto deve distinguere l’orario effettivo, i riposi e l’eventuale disponibilità notturna. Per il convivente sono previsti anche 11 ore consecutive di riposo giornaliero e, di norma, un riposo intermedio non retribuito.
Assistenza notturna
L’assistenza notturna riguarda una prestazione di cura svolta normalmente nella fascia 20.00-8.00. Gli importi mensili del 2026 sono i seguenti:
| Situazione | Livello | Minimo mensile |
|---|---|---|
| Persona autosufficiente | BS | 1.211,38 euro |
| Persona non autosufficiente | CS | 1.372,91 euro |
| Persona non autosufficiente con maggiore qualificazione | DS | 1.695,99 euro |
Questi importi non vanno applicati automaticamente a ogni badante che dorme in casa. Se durante la notte è richiesta soltanto la presenza, con possibilità di riposo completo in un alloggio adeguato, si entra nella diversa categoria della presenza notturna, il cui valore mensile è di 811,09 euro per il livello unico.
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Vitto e alloggio
Per il 2026 il valore convenzionale giornaliero del vitto e dell’alloggio è di 6,66 euro. La cifra comprende 2,33 euro per pranzo e/o colazione, 2,33 euro per la cena e 2,00 euro per l’alloggio.
Questa voce non è un aumento automatico da aggiungere sempre alla paga. Si usa quando il vitto o l’alloggio spettante non vengono forniti e devono essere sostituiti da un’indennità. Il modo corretto di trattarla deve risultare dalla busta paga.
Quanto costa davvero una colf o una badante
Il minimo della tabella è solo il punto di partenza. Il datore di lavoro deve considerare contributi INPS, tredicesima, ferie, TFR e indennità, oltre alla retribuzione ordinaria.
La tredicesima corrisponde, in linea generale, a una mensilità maturata in proporzione ai mesi lavorati. Le ferie spettano per 26 giorni lavorativi all’anno, mentre il TFR si accantona durante il rapporto e viene liquidato alla cessazione.
Anche i contributi cambiano secondo la retribuzione oraria e il tipo di contratto. L’INPS ha indicato per il 2026, come esempio, un contributo orario complessivo di 1,70 euro fino a 9,61 euro di retribuzione oraria e di 2,34 euro oltre 11,70 euro, con regole specifiche per la quota a carico del lavoratore.
Per questo non considero corretto dire che una badante convivente “costa” soltanto 1.053,39 euro. Quella è la retribuzione minima mensile del livello BS, non il costo annuale della famiglia. Per fare un preventivo realistico bisogna aggiungere gli oneri indiretti e verificare se sono previste notti, festivi, trasferte o più persone da assistere.
Le indennità che possono cambiare la cifra finale
Alcune maggiorazioni dipendono da condizioni precise e non devono essere inserite in modo generico. È utile controllarle soprattutto quando l’assistenza riguarda anziani fragili, bambini piccoli o più persone nello stesso domicilio.
| Condizione | Importo 2026 |
|---|---|
| Baby-sitter BS per bambino fino a 6 anni | 138,54 euro mensili |
| La stessa indennità per rapporto part-time | 97,06 euro mensili |
| La stessa indennità per lavoratori a ore | 0,84 euro all’ora |
| Assistenza a più di una persona non autosufficiente, livelli CS e DS | 119,66 euro mensili |
| La stessa condizione per lavoratori a ore | 0,70 euro all’ora |
| Copertura dei giorni di riposo, livello CS | 8,91 euro all’ora |
| Copertura dei giorni di riposo, livello DS | 10,75 euro all’ora |
Se una badante assiste due persone non autosufficienti, l’indennità aggiuntiva può essere dovuta, ma solo quando ricorrono le condizioni contrattuali. La stessa cautela vale per la certificazione professionale: alcune qualifiche possono dare diritto a un’indennità, ma il requisito deve essere documentato e comunicato al datore di lavoro.
Gli errori più comuni nel calcolo della paga
Prima di firmare, io controllerei questi punti con particolare attenzione:
- Livello errato: scegliere BS quando la persona assistita non è autosufficiente.
- Ore non definite: indicare “disponibilità completa” senza stabilire orario, riposi e pause.
- Netto confuso con minimo: promettere una cifra netta senza calcolare contributi e trattenute.
- Notte non classificata: confondere assistenza attiva con semplice presenza notturna.
- Indennità dimenticate: non considerare più persone assistite, vitto e alloggio o copertura dei riposi.
- Pagamento informale: affidarsi a somme “a forfait” senza busta paga e senza registrare le ore effettive.
Il contratto scritto dovrebbe riportare livello, mansioni, orario, distribuzione settimanale, convivenza e retribuzione. Nel caso di assistenza a una persona con disabilità o con difficoltà di movimento, è utile specificare anche accompagnamento, trasferimenti e aiuto nelle attività quotidiane.
La soluzione più sicura è confrontare ogni mese la busta paga con il contratto e con le tabelle aggiornate. Se cambiano le condizioni, per esempio il numero di persone assistite o l’orario notturno, non basta accordarsi a voce: bisogna verificare se cambiano livello, indennità e contributi.
La cifra corretta nasce dall’inquadramento corretto
Le tabelle del 2026 permettono di individuare rapidamente il minimo, ma non sostituiscono la valutazione del rapporto concreto. Per una colf a ore il dato principale è la paga oraria; per una badante convivente contano anche riposi, vitto, alloggio, tredicesima, ferie e TFR.
Il mio consiglio è partire dalle mansioni reali e solo dopo cercare l’importo corrispondente. Un contratto chiaro tutela la famiglia e il lavoratore, riduce i fraintendimenti e rende più sostenibile un’assistenza davvero continuativa e rispettosa dell’autonomia della persona.