Davanti al quadro E del modello 730, la distinzione tra rigo E3 e rigo E4 può fare la differenza tra una detrazione corretta e una dichiarazione da rettificare. Nel 730/2026, relativo alle spese sostenute nel 2025, l’acquisto dell’auto per una persona con disabilità non va indicato in E3, ma nel rigo E4. Qui chiarisco cosa inserire, quanto si può recuperare, quali requisiti servono e quali agevolazioni auto si gestiscono fuori dal 730.
La distinzione tra E3 ed E4 evita l’errore più comune sulle agevolazioni auto
- Rigo E3 per spese sanitarie, ausili e sussidi destinati alle persone con disabilità.
- Rigo E4 per l’acquisto di auto e motoveicoli ammessi all’agevolazione.
- La detrazione auto è del 19% su una spesa massima di 18.075,99 euro.
- L’auto può essere acquistata una sola volta ogni quattro anni, salvo eccezioni.
- IVA al 4%, bollo e imposta di trascrizione richiedono procedure separate.

La prima cosa da chiarire tra rigo E3 e rigo E4
Il rigo E3 del 730 non è la casella dedicata all’acquisto dell’automobile. Nel modello 730/2026, la spesa per un veicolo destinato alla persona con disabilità trova posto nel rigo E4, mentre E3 riguarda specifiche spese sanitarie e ausili.
| Spesa | Rigo corretto | Regola principale |
|---|---|---|
| Ausili per deambulazione, sollevamento o locomozione | E3 | Detrazione del 19% sull’intero importo ammesso |
| Sussidi tecnici e informatici per l’autosufficienza | E3 | Detrazione del 19% sull’intero importo ammesso |
| Acquisto di auto o motoveicolo agevolabile | E4 | 19% su un massimo di 18.075,99 euro |
| Riparazioni straordinarie del veicolo | E4 | Entro il limite complessivo previsto per l’auto |
| IVA ridotta, bollo e PRA | Fuori dal 730 | Si richiedono al venditore o agli uffici competenti |
La confusione nasce perché entrambe le voci si trovano nella sezione delle spese per persone con disabilità e prevedono, in linea generale, una detrazione del 19%. La differenza pratica è netta: E3 riguarda l’ausilio o la spesa sanitaria, E4 riguarda il veicolo.
Che cosa si può inserire nel rigo E3
Nel rigo E3 vanno indicate le spese sanitarie sostenute per persone con disabilità relative ai mezzi necessari all’accompagnamento, alla deambulazione, alla locomozione e al sollevamento. Possono rientrare, per esempio, ausili specifici, protesi e dispositivi che aiutano la persona a muoversi o a gestire le attività quotidiane.
La stessa voce comprende alcuni sussidi tecnici e informatici destinati a migliorare l’autosufficienza e l’integrazione. Un dispositivo elettronico può essere agevolabile solo quando la sua funzione è collegata concretamente alla condizione di disabilità, quindi non basta acquistare un normale computer senza una documentazione che ne dimostri l’utilità specifica.
Per queste spese la detrazione del 19% si applica sull’intero importo ammesso, senza la franchigia ordinaria di 129,11 euro. Le spese mediche comuni, come visite, farmaci ed esami, seguono invece le regole delle spese sanitarie ordinarie e non vanno inserite automaticamente in E3.
La mia regola pratica è semplice: prima di compilare, divido mentalmente la documentazione in tre gruppi. Fattura dell’auto in E4, ricevuta di un ausilio in E3, documenti relativi a IVA e bollo in una cartella separata. Questo evita di confondere agevolazioni diverse solo perché riguardano la stessa persona.
Dove indicare l’acquisto dell’auto e quanto si recupera
Nel rigo E4 si indicano le spese sostenute per l’acquisto di autovetture e motoveicoli ammessi dalla normativa, nuovi oppure usati. Per le persone con ridotte o impedite capacità motorie, il veicolo deve essere adattato alla limitazione permanente, salvo i casi in cui l’adattamento sia già previsto nella produzione del mezzo.
La detrazione è pari al 19% della spesa, ma il calcolo si ferma a 18.075,99 euro. Anche comprando un’auto da 25.000 euro, quindi, la detrazione massima resta di circa 3.434,44 euro.
| Spesa sostenuta | Importo considerato | Detrazione teorica |
|---|---|---|
| 12.000 euro | 12.000 euro | 2.280 euro |
| 18.075,99 euro | 18.075,99 euro | 3.434,44 euro circa |
| 25.000 euro | 18.075,99 euro | 3.434,44 euro circa |
Il contribuente può scegliere di utilizzare la detrazione in quattro quote annuali. Nel caso dell’importo massimo, ogni quota è di circa 858,61 euro. La scelta va valutata anche in base alla propria capienza IRPEF, cioè all’imposta effettivamente dovuta: una detrazione non utilizzata per mancanza di imposta non diventa automaticamente un rimborso aggiuntivo.
La detrazione spetta una sola volta nell’arco di quattro anni, calcolati dalla data di acquisto. È possibile accedere nuovamente al beneficio prima della scadenza se il veicolo è stato cancellato dal PRA, per esempio perché rubato e non ritrovato o destinato alla demolizione. In caso di furto, dall’importo agevolabile va sottratto l’eventuale rimborso assicurativo.
Chi può usare il beneficio e quali documenti servono
Le categorie ammesse non coincidono semplicemente con il possesso di una generica invalidità. Possono rientrare, secondo la condizione certificata, persone non vedenti o sorde, persone con disabilità psichica o mentale grave accompagnata dall’indennità di accompagnamento, persone con grave limitazione della deambulazione o pluriamputazioni e persone con ridotte capacità motorie permanenti.
Per alcune categorie il veicolo può essere non adattato. Per chi ha una limitazione motoria, invece, l’adattamento può essere indispensabile e deve risultare dalla documentazione sanitaria e tecnica. Il verbale deve permettere di collegare in modo chiaro la condizione personale ai requisiti fiscali per l’auto.
Il veicolo deve essere utilizzato in modo esclusivo o prevalente a beneficio della persona con disabilità. Se quest’ultima è fiscalmente a carico, la spesa può essere sostenuta e detratta dal familiare. Il limite ordinario del reddito per essere fiscalmente a carico è di 2.840,51 euro, elevato a 4.000 euro per i figli fino a 24 anni, senza considerare alcune prestazioni esenti come l’indennità di accompagnamento.
Prima di consegnare la documentazione al CAF o al professionista, preparerei almeno questi elementi:
- fattura o contratto di acquisto intestato alla persona che sostiene la spesa;
- prova del pagamento tracciabile, tramite bonifico, carta o altro mezzo ammesso;
- verbale o certificazione sanitaria con i requisiti richiesti;
- documenti relativi all’adattamento, quando necessario;
- eventuale prova del rapporto di familiare fiscalmente a carico.
Il pagamento in contanti è uno degli errori più rischiosi, anche quando la fattura è perfettamente compilata. Io conserverei insieme fattura, ricevuta del pagamento e certificazione sanitaria per tutto il periodo in cui l’amministrazione finanziaria può effettuare i controlli.
IVA, bollo e manutenzioni non finiscono tutti nel 730
L’acquisto dell’auto può dare accesso anche all’IVA agevolata al 4%, ma questa riduzione viene applicata direttamente dal venditore in fattura. Per le autovetture valgono, in generale, i limiti di cilindrata di 2.000 centimetri cubici per i motori a benzina o ibridi, 2.800 centimetri cubici per i motori diesel o ibridi e 150 kW per i veicoli elettrici.
Per ottenere l’aliquota ridotta bisogna consegnare al venditore la documentazione richiesta prima o al momento dell’acquisto. Non si recupera l’IVA al 4% compilando E4: il rigo serve alla detrazione IRPEF del 19%, che è un beneficio diverso.
Esistono poi l’esenzione dal bollo auto e, nei casi previsti, l’esenzione dall’imposta di trascrizione al PRA. Queste pratiche seguono regole amministrative autonome e possono dipendere anche dall’ente regionale competente. L’esenzione dal bollo, inoltre, riguarda una sola auto e non richiede di inserire una voce aggiuntiva nel 730.
Nel rigo E4 possono rientrare anche le spese per riparazioni non riconducibili alla manutenzione ordinaria, sostenute entro quattro anni dall’acquisto. Restano fuori assicurazione, carburante, lubrificante e costi ordinari di esercizio. Le riparazioni straordinarie concorrono al limite complessivo di 18.075,99 euro e non possono essere trattate come se fossero un nuovo acquisto.
Un altro limite spesso trascurato riguarda la vendita dell’auto entro due anni dall’acquisto. In assenza di un cambiamento della disabilità che renda necessario un altro veicolo con adattamenti diversi, può essere richiesta la restituzione della differenza tra l’imposta ordinaria e quella agevolata.
Il controllo che farei prima di inviare il 730
Prima dell’invio controllerei innanzitutto l’anno della spesa: il 730/2026 riguarda i redditi e gli oneri del 2025. Poi verificherei che l’acquisto dell’auto sia nel rigo E4, che la spesa non superi il limite previsto e che la casella della rateizzazione sia compilata solo se ho scelto davvero le quattro quote annuali.
Infine confronterei intestazione della fattura, titolare del pagamento e persona che usufruisce della detrazione. La distinzione tra E3 ed E4 sembra piccola, ma è proprio questo controllo finale a evitare l’errore più frequente: indicare un’auto tra le spese sanitarie o aspettarsi dal 730 un rimborso per agevolazioni che, come IVA e bollo, devono essere richieste con procedure diverse.